
Attraverso l’esposizione di 35 piatti in ceramica,la mostra non si pone soltanto come espressione di un sapere materiale e di una tradizione artigianale che da secoli connota la cultura artistica nazionale, ma si fa soprattutto strumento per la salvaguardia del patrimonio culturale di tutte le comunità a rischio di cancellazione linguistico-culturale e per la valorizzazione delle diversità quale patrimonio dei popoli.
A tale scopo ogni piatto riporta al centro la poesia "La mia Lingua è la mia Nazione", trascritta su ogni oggetto in una lingua diversa, tra le quali anche il tibetano, scelto come emblema di tutte le lingue che hanno difficoltà ad esprimersi e a sopravvivere.
35 piatti per 35 lingue con l’esplicito intento di nutrire, rammentare, curare, unire le persone di tutto il mondo.
La mostra è aperta fino al 30 settembre 2010. Clicca sull'immagine per avere ulteriori informazioni.
La Mia Lingua è la mia Nazione
La mia lingua è
non violenta
Antica
Sacra
Felice
Saggia
La mia lingua è
la mia speranza
il mio conforto e
la mia gioia
il nostro giocare
E' il colore della nostra terra.
La mia lingua è la mia storia
E' mia Madre
Figlio e Moglie
E' mio padre, marito, figlia
La mia lingua è la mia cultura e
la mia fede
E' la nostra identità
La mia lingua
è la mia mente.
Nella mia terra occupata
La mia lingua conosce i suoi confini,
montagne, laghi e venti
La mia mente si dedica alla
Preghiera
Fino al mio ultimo respiro
La mia parola sarà Tibetano
OM MANI PADME HUNG
La mia lingua è
la mia nazione.
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